– Licenziamento ritorsivo e reintegrazione nel posto di lavoro (Trib. Benevento, Sez. Lavoro, ord. del 15/03/2018)

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AREA LAVORO

Importante pronuncia del Tribunale di Benevento in materia di licenziamento ritorsivo e reintegrazione nel posto di lavoro (Trib. Benevento, Sez. Lavoro, ord. del 15/03/2018).  

La Sezione Lavoro del Tribunale di Benevento , G.L. Dr.ssa Adriana Mari, ha recentemente emesso un’importante e significativa pronuncia di accoglimento di un ricorso per reintegrazione nel posto di lavoro e pagamento della dovuta indennità, proposto, ex art. 1 comma 47 e ss. della Legge  28/06/2012 n. 92, da un dipendente di una Cooperativa operante nel settore dei servizi ecologici, il quale, avendo in precedenza agito nei confronti dellla stessa Cooperativa per ottenere il pagamento di pregresse differenze retributive, Continue reading “– Licenziamento ritorsivo e reintegrazione nel posto di lavoro (Trib. Benevento, Sez. Lavoro, ord. del 15/03/2018)”

– Multe: legittimo l’aumento del 10% se paghi in ritardo?

 

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AREA O.S.A.

Multe: legittimo l’aumento del 10% se paghi in ritardo?

Il punto sulla situazione giurisprudenziale in materia  di sanzioni amministrative per violazioni al C.d.S. e maggiorazione semestrale del 10% di cui all’art. 27, comma 6, l. n. 689 del 1981.

 

(Articolo pubblicato anche su Studio Cataldi.it)

Avv. Giovanni Minauro – In materia di sanzioni per violazioni al C.d.S., in caso di mancata proposizione del ricorso al prefetto (o al giudice di pace) avverso il verbale di accertamento o di mancato pagamento della sanzione in misura ridotta, gli enti impositori applicano nei confronti del trasgressore la doppia e più grave sanzione pecuniaria, costituita da quella irrogabile in via principale ex art. 203 C.d.S. (metà del massimo edittale previsto per l’infrazione contestata) e quella, aggiuntiva, della maggiorazione semestrale del 10%, prevista dall’art. 27 l. n. 689/1981 per l’ipotesi di ritardo nel pagamento delle sanzioni amministrative (maggiorazione calcolata sulla sanzione principale a far tempo dalla scadenza del temine indicato nel verbale di accertamento per il pagamento di quella ivi comminata in misura ridotta).

In passato, tale condotta sanzionatoria Continue reading “– Multe: legittimo l’aumento del 10% se paghi in ritardo?”

– Compensazione delle spese processuali anche per “gravi ed eccezionali ragioni” analoghe alle ipotesi di “novità della questione” o di “mutamento della giurisprudenza rispetto a questioni dirimenti”

 

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AREA CIVILE

ll giudice civile, in caso di soccombenza totale di
una parte, può compensare le spese di giudizio,
parzialmente o per intero, non solo nelle ipotesi di
“assoluta novità della questione trattata” o di
“mutamento della giurisprudenza rispetto a
questioni dirimenti” ma anche quando sussistono
“altre analoghe gravi ed eccezionali
ragioni”.

 

 

Lo ha deciso la Corte costituzionale nella sentenza n. 77 del 7marzo 2018 (Corte cost. n. 77_2018)

– Appello ed istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata – Profili di incostituzionalità del nuovo art. 283 c.p.c.

 

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AREA CIVILE

Appello ed istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata  – Profili di incostituzionalità del nuovo art. 283 c.p.c.

Com’è noto, la legge n.183 del 12/11/2011 (c.d. legge di stabilità) ha aggiunto all’articolo 283 c.p.c. (Provvedimenti sull’esecuzione provvisoria in appello) la disposizione (comma 2) secondo cui, qualora l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata risulti inammissibile o manifestamente infondata, il giudice, con ordinanza non impugnabile, ma tuttavia revocabile con la sentenza che definisce il giudizio, può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. Tale disposizione, unitamente a quelle relative alla non impugnabilità dell’ordinanza ex art. 351 c.p.c., al potere del giudice di appello di decidere la causa ex art. 281 co. 6 c.p.c. già all’udienza fissata per la sospensiva, all’aumento del contributo unificato per il grado di appello, alla possibilità di delegare l’eventuale istruttoria del processo ad un unico magistrato facente parte del collegio giudicante, si inserisce Continue reading “– Appello ed istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata – Profili di incostituzionalità del nuovo art. 283 c.p.c.”

– Opposizione a precetto – Diritto di difesa e principio di effettività della tutela giurisdizionale – Nota a Trib. Lecco sez. II 06/07/2006

 

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AREA CIVILE

Opposizione a precetto – Diritto di difesa e principio di effettività della tutela giurisdizionale – Nota a Trib. Lecco sez. II 06/07/2006

Nel giudizio di opposizione all’esecuzione promosso nelle forme dell’opposizione a precetto, l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo ex art. 615 c.p.c. determina l’instaurazione di un vero e proprio subprocedimento di natura cautelare che, analogamente a quanto avviene per l’istanza di sospensione dell’esecuzione ex art. 624 c.p.c., trova disciplina processuale negli agli artt. 669 bis e ss. c.p.c., con conseguente possibilità di adozione della sospensiva anche inaudita altera parte (quindi con decreto revocabile o modificabile all’udienza di comparizione personale) e reclamabilità, ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c., del provvedimento finale del giudice (Cfr., ex plurimis, Cass. Civ., Sez. Un., 19/10/2007, n. 21860; Cass. Civ., Sez. III, 22/10/2009, n. 22488 ; Cass. Civ., Sez. III, 10/03/2006, n. 5368 ).

Secondo autorevole dottrina, la natura cautelare di detta istanza Continue reading “– Opposizione a precetto – Diritto di difesa e principio di effettività della tutela giurisdizionale – Nota a Trib. Lecco sez. II 06/07/2006”

– Il nuovo a.t.p. obbligatorio ex art. 445 bis c.p.c. – Problemi interpretativi e dubbi di costituzionalità

 

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AREA LAVORO

Il nuovo a.t.p.  obbligatorio ex art. 445 bis c.p.c. – Problemi interpretativi e dubbi di costituzionalità

Dal 1° gennaio di quest’anno, chi intende agire in giudizio per il riconoscimento dei propri diritti in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità,  deve preventivamente proporre, ai sensi del nuovo art. 445 bis c.p.c ., dinanzi al tribunale nel cui circondario risiede, istanza di accertamento tecnico per la verifica delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa fatta valere.

L’espletamento di tale “accertamento tecnico preventivo obbligatorio” costituisce Continue reading “– Il nuovo a.t.p. obbligatorio ex art. 445 bis c.p.c. – Problemi interpretativi e dubbi di costituzionalità”